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Cos'è la cedolare secca, chi può usufruirne e quali sono i vantaggi

Cos'è la cedolare secca, chi può usufruirne e quali sono i vantaggi


La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo che prevede, per i proprietari di casa, la possibilità di optare per la tassazione fissa (del 21% o del 10%) in sostituzione dell’applicazione delle ordinarie aliquote Irpef per aliquote e scaglioni sui redditi da locazioni.
Questo permette che tutti i redditi provenienti dagli affitti stipulati con contratto a cedolare secca non concorrano alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef, ma siano soggetti ad una tassazione a parte con un’aliquota di vantaggio.

La possibilità di optare per un’imposta fissa comporta da parte del proprietario di rinunciare all’aggiornamento ISTAT del canone, l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro, obbligatoria per i contratti a tassazione ordinaria, e dell’imposta bollo.


La proroga della cedolare secca al 10% è una delle maggiori novità del 2018 e se non ci saranno ulteriori modifiche l’aliquota agevolata passerà al 15% a partire 1 gennaio 2019 secondo quanto attualmente previsto dal Decreto legge del 28 marzo 2014 n. 47.

Chi può scegliere la cedolare secca 2018?
Questo regime fiscale facoltativo può essere scelto dalle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento dell’immobile che viene dato in affitto. Bisogna però verificare che: l’immobile appartenga a categorie catastali comprese tra la A1 e la A11 (ad esclusione della A10) e che sia affittato per uso abitativo.
L’agevolazione della cedolare secca include anche le locazioni di immobili residenziali a cooperative ed enti senza scopo di lucro, sono però previsti dei limiti nell’utilizzo dell’immobile stesso. Inoltre il regime della cedolare secca si applica anche alle eventuali pertinenze affittate insieme all’immobile come garage, cantina ecc...

Come si stabilisce l'aliquota? 
In base alla tipologia contrattuale scelta per affittare la propria casa, cambiano le aliquote. In particolare la Cedolare secca al 10% si riferisce ai contratti a canone concordato. Mentre la cedolare secca al 21% se la casa è affittata a mercato libero.
Tale regime di tassazione agevolato non vale però per l’affitto di negozi e uffici.

La cedolare secca al 10% è prevista in questi casi:
per i contratti di locazione a canone concordato 3+2 stipulati in comuni con carenza di soluzioni abitative, densamente popolati, contratti transitori stipulati nel 2018 (di durata compresa tra 1 e 18 mesi), contratti di locazione a studenti universitari o in comuni in cui vi siano state calamità naturali.
La cedolare secca al 21% per i contratti di locazione a canone libero.

Quali sono i vantaggi?
Grazie alla tassazione di aliquota fissa e agevolata, il proprietario può tassare il proprio reddito fondiario con un’imposta sostitutiva all’Irpef, imposta di registro e bollo, e addizionali. Il reddito quindi che deriva da immobili locati con l’applicazione della cedolare secca, è escluso dal calcolo del reddito complessivo ai fini Irpef.
Attenzione:  questo reddito è però compreso nel reddito complessivo del contribuente. 

 

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