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Cosa comporta dichiarare una falsa residenza

Cosa comporta dichiarare una falsa residenza

La falsa residenza viene dichiarata per ottenere benefici e agevolazioni, come ad esempio l'esenzione dal pagamento dell'IMU e della TASI. Naturalmente non si tratta di un'azione che rientra nella legalità.
Coniugi che vivono in abitazioni diverse, figli che denunciano una residenza in una casa vuota o una casa estiva o magari è il coniuge a farlo. 
L'articolo 43, II comma del Codice Civile italiano stabilisce che una coppia sposata deve scegliere un luogo dove vivere e dormire abitualmente e, una volta decisa la casa dove abitare, quella diventa la loro residenza. 
Secondo il diritto italiano la residenza è il luogo in cui la persona ha la propria dimora abituale e, nel nostro paese, si riferisce a un solo Comune, sia ai fini dell’iscrizione nelle liste elettorali che di tutti gli altri benefici od obblighi legali e fiscali in capo a ogni individuo. 
Dunque, la residenza coincide con la dimora abituale. 
Ma se un individuo parte per le vacanze o si trasferisce per qualche mese per ragioni di studio o di lavoro? In questo caso deve cambiare residenza?
No, nemmeno in questo caso perché il centro della sua vita resta e rimane comunque nell’immobile in cui tornerà.
Se invece il trasferimento in un'altra città o all'estero è stabile e la nuova casa è il domicilio abituale scatta l'obbligo di cambiare residenza. Ogni cittadino ha l'obbligo in questo caso di chiedere, per sé stesso e le persone sulle quali esercita la patria potestà, di essere iscritto all'anagrafe del comune in cui si è trasferito.
Gli uffici dell’anagrafe sono tenuti alla verifica che generalmente è svolta dalla polizia municipale o da altro personale comunale incaricato. Qualora emergano divergenze con quanto dichiarato dal soggetto  viene effettuata una segnalazione alla competente autorità di pubblica sicurezza.
Il soggetto che denuncia una falsa residenza in Comune commette il reato di falso in atto pubblico. 
Se viene dichiarata come residenza un indirizzo inesistente nel momento in cui l’ufficiale giudiziario o il postino non riescono a notificare la comunicazione dell’amministrazione finanziaria o gli atti giudiziari, il Comune ha la facoltà di avviare le pratiche per la cancellazione del soggetto dall’anagrafe.
A livello fiscale il rischio maggiore invece è quello di vedersi revocare i benefici fiscali concessi o vedersi chiedere il pagamento di quanto dovuto a titolo di imposte.
Sfuggire ai controlli fiscali è molto difficile perché le "residenze di comodo" sono facilmente individuabili. Come? Di solito le false residenze si concentrano nelle seconde case posizionate in luoghi di villeggiatura e chiaramente su queste vengono registrati consumi esigui d'acqua, energia elettrica, gas e utenze telefoniche.
Constatato che si tratta di una residenza fittizia il Comune può richiedere al contribuente il pagamento dell'IMU e della TASI non corrisposte e non ancora prescritte fino agli ultimi cinque anni.


 

 

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